Il costo dell’indifferenza. “Sulla Mia Pelle” – Il film ispirato alla storia di Stefano Cucchi. RECENSIONE

Condividi e buona giornata!
  • 17
  •  
  •  
  •  
  •  

Il film su Stefano Cucchi.

“Che hai fatto?” – “So cascato dalle scale” -“Quando la smetteremo de raccontà sta stronzata delle scale?”-“Quando le scale smetteranno de menacce”.

“Sulla Mia Pelle” è il film basato sul fatto di cronaca che riguarda la morte di Stefano Cucchi, uno dei 172 decessi in carcere solo nel 2009.

Prodotta da Netflix e Diretta da Alessio Cremonini, questa pellicola si concentra sugli ultimi sette giorni di vita di Stefano, interpretato magistralmente da Alessandro Borghi che, con la sua straordinaria ed estrema prova attoriale riporta un pò di luce su un fatto molto oscuro del nostro paese.

Chi era Stefano?

Stefano era un ragazzo di 31 anni, nato a Roma da una modesta famiglia. Il padre, interpretato da Max Tortora, è un geometra, la madre (Milvia Marigliano) è un’insegnate in pensione e poi la sorella maggiore, Ilaria Cucchi (Jasmine Trinca) neo-mamma.

Inizia tutto nella notte del 15 Ottobre 2009, a Roma, quando Stefano viene arrestato per possesso di stupefacenti e in seguito accusato anche di spaccio.

Da quel momento Stefano e la sua famiglia si trovano in un labirinto di scartoffie e burocrazia mal funzionanti che gli impediranno di incontrarsi per i successivi sette giorni, al termine dei quali Stefano perse la vita. Dopo tutto questo calvario, Ilaria Cucchi inizia una lotta per i diritti umani che porta avanti ancora oggi.

Fa riflettere.

La potenza di questo film non è la denucia, o la violenza o il dolore, la vera potenza del film è la riflessione. Da quando è stato arrestato e la stessa notte picchiato a morte, Stefano ha incontrato molte persone tra cui medici, carabinieri, polizziotti, giudici e avvocati che hanno volutamente ignorato il suo stato fisico e mentale per non doversi confrontare con “le sporche leggi della legge”e questo ci insegna che quando percepiamo dei segnali di aiuto da parte di qualcuno, non dovremmo mai voltarci dall’altra parte sminuendo la situazione…umanamente parlando.

Durante tutta la proiezione veniamo investiti da quel senso di colpa, da quella rabbia che ci fa pensare “si poteva fare qualcosa, potevano salvarlo se solo lo avessero ascoltato”.

Le rirprese claustrofobiche negli ospedali, nelle carceri, nelle caserme e nei tribunali ci fanno vivere un senso di solitudine ed impotenza di fronte alla fredda macchina dello stato, le stesse sensazioni che deve aver provato Stefano che, forse, pensava di essere stato abbandonato anche dalla sua famiglia.

Un film da vedere.

Perchè dobbiamo vedere tutti questo film? Per ricordarci di quello che è successo a Stefano, per ricordarci che l’indifferenza può uccidere.

Segui Game of blog per tutte le news.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *